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S. Caterina da Siena in via Giulia

E' la chiesa nazionale dei senesi a Roma. Sorse a partire dal 1519 in un area, da poco attraversata da via Giulia, dove da tempo si era insediata una comunità di senesi, che la fecero erigere entro il 1526 dal loro compatriota e grandissima figura di artista ed architetto Baldassarre Peruzzi. La chiesa pare fosse assai ricca di opere d'arte. Poichè risultava fatiscente, la fecero ricostruire da un altro architetto senese, Paolo Posi, che la realizzò nel 1766-68, secondo dei dettami tardo barocchi, che per l'epoca risultano singolarmente attardati. La facciata concava è a due ordini e risulta di derivazione borrominiana. l'interno è ad una navata, sobriamente adorno, e non presenta particolari motivi d'interesse. Da notare, peraltro, al primo altare sinistro la tomba dell'architetto stesso Paolo Posi. La chiesa dedicata alla grande santa senese è tuttora di proprietà dell'omonima arciconfraternita, insieme agli annessi ambienti, che si estendono fino al lato opposto dell'isolato, su via di Monserrato, dove è una ricostruzione della casa natale di S. Caterina che si conserva a Siena in località Fontebranda, qui eretta nel 1912 e che stona non poco con l'ambiente circostante. A sinistra della chiesa è il grande palazzo degli Stabilimenti Spagnoli (vedi S. Maria in Monserrato) ricostruito nel 1862 con architettura di Antonio Sarti. Di fronte a questo il secentesco palazzo Varese, eretto nel 1617-18 da Carlo Maderno per l'omonima famiglia. Oltre via della Barchetta, sulla destra di via Giulia, si affaccia palazzo ricci, con una facciata posteriore al 1634, mentre quella principale fa angolo sull'omonima piazza, con gli affreschi attribuiti a Maturino da Firenze e Polidoro da Caravaggio (1525 circa), più volte ridipinti, e ulteriori ambienti affrescati rimessi in luce recentemente all'interno. Sulla piazza affaccia anche la chiesetta di S. Giovanni in Ayno, ora sconsacrata e ridotta ad abitazione.

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