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Fontana delle Conche

Indirizzo

V. Flaminia ang. V. di Villa Giulia

 

Zona
zona Flaminio-Parioli

 

Autore

Vignola-Foschini (1672)

 

Committente

Card. Fedrico Borromeo

 

Acqua

Vergine

Per le fontane più note e datate è piuttosto facile ricostruire la storia, il progettista, il committente. In genere per le più piccole, ma non per questo meno significative, le vicende sono assai spesso più complesse, perchè furono oggetto di rimaneggiamenti, spostamenti, rimontaggi. Per cui dare chiari elementi di identificazione o attribuzione è un'impresa assai difficile. E' questo uno dei casi in cui invece la storia, per quanto complessa, è purtroppo facilmente ricostruibile: purtroppo per il risultato finale ottenuto. Papa Giulio III ordinò la costruzione di due fontane per adornare l'entrata della sua villa su via Flaminia. Quella di sinistra monumentale, quella di destra per pubblica utilità, cioè un semplice "abbeveratore di cavalli", di fattezze assai meno complesse. La logica vorrebbe che quella monumentale fosse quella di destra più visibile dal viandante o pellegrino che raggiungeva Roma. Ma in realtà quest'ultima faceva parte del grande gioco d'acqua che si svolgeva alle sue spalle nell'interno della villa papale. La fontana sulla destra della strada è, invece, quella più semplice. Nel 1672, il cardinale Borromeo che aveva trasferito qui la sua dimora, la trasformò, sostituendo la vasca con un fontanile termale ovale, e inserendo la composizione in un prospetto architettonico a lesene e trabeazione, con una decorazione che immetteva acqua nella fontana a forma di conchiglia. A testimonianza del fatto pose una epigrafe in cui si leggeva: 

 

"FEDERICUS S.R.E. CARD

BORROMEUS

AQUAM PUBBLICAE

COMMODITATI REVOCAVIT

ANNO DOMINI MDCLXXII".

 

La sistemazione si dimostrò precaria, perchè già nel 1877, senza una spiegazione plausibile, la vasca termale fu sostituita con la vasca della fontana del Babuino, smantellata per questioni di viabilità, smembrata e lasciata a riposo per quasi 100 anni nel cortile di palazzo Cerasi. Solo nel 1957 l'amministrazione comunale ordinò il definitivo ripristino nella posizione attuale e sottrasse nuovamente il vascone alla fontana di via Flaminia. Nel frattempo la Cassa del Notariato, come nuovo proprietario, aveva fatto demolire il prospetto del cardinale Borromeo. La conchiglia sopravvissuta allo smembramento fu traslata e collocata sulla stessa strada verso piazza del Popolo mentre qui fu ricostruita una brutta fontana (l'attuale): una conca che raccoglie l'acqua di due altre mezze conche poste simmetricamente rispetto ad essa, ma più in alto e che buttano acqua da due cannelle con un misero getto. La vasca del Babuino, che ne rappresentava l'unico elemento di rilievo, le fu come è noto sottratta negli anni 50. Nel 1951 fu spostata ed incastrata miseramente sotto la grata di una finestra. L'epigrafe ricorda il manufatto del Borromeo, attribuita ora ad una fontana fasulla e brutta, per giunta. Ben poco onore e vanto può quest'ultima contro la bellezza della dirimpettaia.

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